A giudicare da un sentimento generale dei circa 150 mila architetti italiani (peraltro pari al 10% degli architetti mondiali, sulla base di una popolazione italiana che è invece pari all'0,82% di quella mondiale), sembrerebbe di sì.
In realtà, per quel che ci riguarda, nutriamo qualche dubbio.
Fermo restando il massimo rispetto per tutte le archistar, a nostro avviso la figura dell'architetto, in Italia e nel mondo, dovrebbe ambire ad una più alta e trasversale conoscenza finalizzata a realizzare opere senza troppe contraddizioni (bella, ma costosa… emozionante, ma tardiva… piaciuta, ma già rovinata…)… il tutto, sempre e solo tenendo ben al centro la qualità del progetto.
Il progetto è la vera missione intima di un architetto; è quest'ultimo che mira a idearlo, migliorarlo, farlo crescere e proteggerlo durante tutto il suo percorso, instradarlo alla sua vita, facendo sì che i fattori esterni (le amministrazioni pubbliche, le imprese, la finanza, le banche, l'interdisciplinarità ecc. ecc.) siano ricondotti e gestiti per contribuire al progetto e non per risultare dissonanti ed impendenti alla realizzazione dello stesso; quante volte abbiamo sentito architetti lamentarsi della “burocrazia”, delle banche, delle imprese, dei costi lievitanti, dei tempi dilatanti ecc. come se tutto questo non dipendesse anche da loro.
A nostro modesto parere, l'architetto per fare un buon lavoro ed un buon progetto, deve essere in grado oggigiorno di saper mettere tutto a sistema ed è quello che fa un architetto applicato.
Ecco, questi sono per noi i 10 punti di un architetto applicato.
Attualmente, a nostro avviso quindi, la responsabilità dell'architetto nei confronti della città e della società, deve comprendere un lavoro progettuale che riesca in modo ampio a contemplare e gestire le diverse discipline che inevitabilmente incidono sul processo di costruzione e sulla vita dell'opera. In tutto ciò, sembra che non ci sia alcun tipo di nesso con l'aspetto filosofico del progetto e dell'architettura, addirittura da intenderla scollegata ed assente, ma in realtà sono tutti punti che un architetto applicato deve saper fronteggiare e gestire con conoscenza e padronanza per arrivare con equilibrio e consapevolezza a costruire un bell'edificio… bello tanto quanto quello di un'archistar!